
eh si.
proprio così.
la radice dell'aperitivo.
il cuore del poeta,
con desinenza etica
ma che nel suono ricorda "il peripatetico"
che cammina
ma nulla ha a che fare
con la compassione o la pena
anzi,
sarà piuttosto con passione e pene.
ma non quelle dell'inferno.
quelle dell'interno
e
ovviamente
dell'esterno,
e dell'eterno,
ma nello sterno
risiedon senza sterzo, dritte.
a guidar fra le curve del cuore
senza poter girare
anche se può non servire.
anche se può non bastare.
così.
solitari, come diamanti. splendenti.
dentifrici per spazzolini innovativi.
ma pur sempre classici.
come una passeggiata.
sulla spiaggia,
con la sabbia che ti entra tra le dita
e poi si sparge sui tappetini dell'auto,
ma ti piace
perchè è romantico,
perchè è la situazione
perchè non puoi sempre fare quello che rompe i coglioni
che poi quando torni
invece
fai il figo perchè
si vede che sei stato al mare.
il caos. e il silenzio.
dentro la testa,
prima di scrivere
magari anche una media
perchè è normale
e serve
da inizio,
da radice
per poter far crescere alberi e fili
invisibili e sconosciuti..
la poesia.
sui quali aggrapparsi
e dondolarsi.
gongolarsi
e forse nascondersi.
camminando soli.
o saremmo solo
per i patetici.
to: la KarpaGodzilla - l'aperipoetico per eccellenza..
"..fino a quando non aprirai un blog.."
"..fino a quando non aprirai un blog.."