Ho sette vite. come i gatti. ma non perchè son spericolato. O forse, a mio modo, lo sono. Ho sette vite contemporaneamente. che pesano. tutte maledettamente una più dell'altra. ma insieme creano una rete che permette di salvarmi. sempre. o quasi.
Sono un dado. ho più facce. questo non significa che sia falso. perchè quella che utilizzo è solo una. forse due. ma fa comodo sapere di averne altre che, all'occorrenza, sono là. pronte da indossare.
Ho diverse identità. per assurdo, forse, sul web ne ho meno che fuori. sono forse più sincero. dietro il monitor siamo tutti più coraggiosi e io invece son qui a scriver le mie debolezze, le mie paure. ad aprirmi come difficilmente faccio alla luce del sole. Siamo tastiere & mouse , qualche idea e tanta voglia di spaccare il mondo. schiacciando dei tasti. senza far altro. e forse sarà anche possibile, perchè ormai tutto dipende da piccoli tastini. chip, circuiti e led hanno sostituito il cuore, il sangue e gli occhi. Da qui si possono sfuggire gli sguardi, che fanno male. posso evitare siano visti i miei occhi. che non riescono a mentire. che si bagnano facilmente e restano umidi per ore. forse giorni.
e notti.
ma mi piaceva di più.
Ho fatto un mondo di sbagli, durante la mia vita.
e ancora sono certo ne farò. nonostante mi mandi in bestia. ne ho fatti tanti.
Ho preso decisioni che ho pagato, ne prenderò altrattante e, in silenzio, attenderò il mio turno con la cambiale in mano e pagherò di nuovo tutto fino all'ultimo centesimo. e anche di più.
Ho costruito. anche. ma poco. o forse per il mio esser troppo critico, è poco. e poi ho distrutto. fatto crollare tutto. con la dinamite. in un lampo. e mi son trovato tra le macerie senza però aver azionato il detonatore. ma non mi son lasciato andare. non troppo. non ho atteso i container dello Stato e gli aiuti degli italiani che mandavano un messaggino al n° di c/c aperto per l'occasione da Buona Domenica. Niente. ma non posso dire nemmeno di essermi rimboccato le maniche così tanto. poi. ma son venuto fuori. ancora.
e ricaduto.
e riuscito.
finito, ricominciato e rifinito. senza mai perdermi per strada e senza mai darmi per vinto.
guai.
Non sono uno facile, ho sopportato. e sopporto a muso duro.
Rispondo.
ma alla volgarità preferisco da sempre l'ironia. quella sottile lama che taglia e lascia un bruciore insopportabile. come un foglio di carta, tagliente. fastidioso.
Non pretendo. più di quanto mi spetti e mi sia dovuto. che teoricamente è niente, ma lo voglio.
Sono spesso in ritardo. più di spesso in verità. e sostengo che il tempo è un'invenzione dell'uomo. ed è stato inventato male. o forse per sbaglio. riesco a terminare cose apparentemente lunghissime in breve ma non vicevaersa. forse perchè quel che più influisce sulla mia persona, oltre alla luna, è la passione. Non credo ci sia correlazione. con gli astri. con le stelle. so che ne sento gli influssi. positivi. ovviamente.
Son strano. questi si.
l'altra sera tornando. da non so più nemmeno dove. sulla strada, solo la luna. piena. a interrogarmi. sul mio passato. e a pormi domande sul futuro. e per assurdo, per incerto e insicuro che sia, forse mi son trovato più a mio agio nel rispondere sul tema del futuro. il passato è nebbia. colori sbiaditi. pagine ingiallite tenute appese, a specchi opachi e macchiati dal tempo, da pezzi di nastro adesivo rinsecchito. di colori diversi. certo. non rinnego. ma mi sembra un po' come all'ultimo dell'anno. quando si ripensa a quello che sta per finire e si fanno i buoni propositi per quello nuovo. bullshit. il bello deve sempre ancora venire. è così, ormai. per definizione. anche se comincio a non crederci più, non per pessimismo ma per l'età che incombe. Non sono vecchio, non lo sarò mai credo.
La vecchiaia mi fa paura, ma forse perchè la sovrappongo al futuro, all'ignoto. La morte invece non è un'incertezza, anzi. e quindi mi fa meno paura. anche vorrei non morire mai. ma mi accontenterò di farlo senza soffrire.
Sono antipatico e scontroso, quando voglio. e spesso voglio.
Anzi, forse son anche stronzo. ma non mi nascondo dietro una frase fatta. "questo è il mio carattere". no. mi trattengo. senza fatica. ho cercato e cerco tuttora di cambiare. modellarmi. plasmarmi. a mio piacimento. per riuscire.
Sono un liquido. prendo la forma del recipiente che mi contiene. la forma. ma non la sostanza. rubo qua e là. restando me stesso.
Interpreto. recito e assisto. commento, critico, non giudico. propongo, bisbiglio, sbadiglio.
Mi addormento vestito senza disfare il letto, e anche sul divano quando lo frequento.
Dormo poco, immobile e penso. con le mani in tasca. illuminato delicatamente dalla luce azzurra della tv. Una volta ci si addormentava piacevolmente davanti al Costanzo Show. Ancora prima ci si risvegliava con l'immagine freezata della fine trasmissioni Rai. Mi piaceva tantissimo anche se non ho mai capito bene cosa fosse. cosa volesse dire. magari era in codice. un tondo. delle righe, dei colori. bah. era anche accompagnata da un sibilo. non forte ma leggermente fastidioso. forse era proprio un modo per far spegner la tv alla gente. Si stava meglio quando si stava peggio, dicono. non so. io mi limito a stare. non sopravvivere ma fare, anche se è dura, e a dire che la vita, tutto sommato, è una gran bella cosa.
Taglio corto, son già lungo.
lascerò fuori un sacco di cose.
ma divento noioso poi.
e poi non è più exclusive se possono entrare tutti.
come certi locali.. ehi, tu, con le scarpe da tennis non entri..
mentre tu ubriaco e pieno di coca si.
rispecchi bene l'immagine del locale.
felice di brillar di luce propria allora.
Tutto questo doveva arrivare tra 20 giorni. ma non ho voglia. ogni volta. ogni anno. spiegare. il perchè. ditemelo voi. il perchè. tutto l'anno nell'anonimato e un giorno sul trono dei pensieri di qualsiasi persona abbia avuto a che fare con me per un tempo più prolungato degli altri. che significato ha ricordarsi quando si deve. quando tutti lo fanno. e chi ve l'ha chiesto. a me non importa. nemmeno durante l'anno.
Sono una montagna oppure il mare.
un luogo di villeggiatura e, spero, divertimento.
sapete dove sono.
quando avete voglia di una gita,
di una passeggiata.
di un gelato.
basta imboccar l'autostrada che porta il mio nome.
e mi troverete.
pronto e bello, ad antendervi.
ma niente magoni al momento di ripartire..
perchè il sorriso va tatuato sul viso
e la sua ombra deve finire sopra il cuore
in modo da rinfrescarlo,
coccolarlo,
carezzarlo.

[ ..Sognando ad occhi aperti vedo il mondo che vorrei
Racchiuso in un sorriso di chi non sorride mai

Se non provi a spostare l'orizzonte un po' più in là
I sogni non coincideranno mai con la realtà.. ]
Meg - Simbiosi