Italia - Usa 1-1
e ben ci sta.
Ammetto. Non sto seguendo troppo questo mondiale. e non perchè effettivamente poco sentito e trasmesso, rispetto agli altre edizioni, ma perchè sono stufo. ma non voglio far quello che si dice stufo del calcio perchè "rubano" o fare il coglione come Beppe Grillo, e pecoroni discepoli, che consigliano di tifare contro a 'sti ragazzini che guadagnano miliardi. come se lui vivesse di aria e sole nutrendosi di muschi e licheni. No. Non sarò mai così. L'Italia è il mio paese, la mia nazione. Ma, pur essendo appassionato di calcio e sport in generale, questo evento di Germania, mi sta coinvolgendo poco. Però ieri giocavano gli azzurri. e per quanto ci abbia provato, è un richiamo troppo forte. Il tricolore, l'inno, il nome dell'Italia, spesso maltrattato e malconsiderato (soprattutto nel calcio in questo periodo..), che è forse una delle pochissime cose che riesce a tenere insieme questa sorta di paese. Alle 20 ero ancora in centro, per uno dei miei giretti del sabato. In piazza del Duomo, già dalle 18, si registrava il tutto esaurito. Bandiere sventolanti, trombe e cori per un paese sul quale spesso, troppo spesso, invece sputiamo. Allontanandosi dalle vie più centrali, sempre meno gente. meno auto. meno di tutto. ho sempre sostenuto che uno dei miglior momenti per entrare in una banca sia quando la nostra nazionale è in campo. Un deserto che ormai nemmeno più in agosto si incontra a Milano. Con passo deciso proseguo verso casa. All'altezza del Bar Magenta, gremito di ultras con un tasso alcolico già importante, le formazioni e l'ingresso in campo delle due squadre. Proseguo così per via Carducci, verso casa, ascoltando in raccoglimento l'inno di Mameli, diffuso nell'aria. Quello che mi piace, in questi momenti, è la vera natura dell'italiano che esce. quella che spesso ci fa apparire in maniera non vera agli occhi degli stranieri. Quel nostro essere come da ponte tra i paesi tecnologicamente avanzati e quelli del Sudamerica. Soprattutto a Milano. Città moderna, città europea. capace però di fermarsi per una partita di calcio (o costretta?). In ogni angolo, finestra, anfratto, via e pertugio si scorgeva quella luce blu. tipico riflesso della tv sui soffitti delle case. forse resa ancora più blu dalle maglie della nostra squadra. Tricolori alle finestre (mai viste!). intervallate leggermente da qualche altra bandiera timidamente esposta da i rappresentanti delle altre comunità a Milano. Ecuador. Brasile. Francia. Olanda .. quelle che ho riconosciuto durante la rincorsa verso il divano di casa. Avrei potuto, si, fermarmi in un qualsiasi più o meno anonimo bar. in modo da poter gioire, esultare, insultare e inveire insieme a sconosciuti fratelli. ma non mi è andata. gruppetti di persone ovunque. televisioni in ogni angolo di locali e piazze. Ogni via che imbocco mi regala pezzettini di telecronaca, e commentini di sottofondo. Sento che i nostri stanno subendo e che loro giocano duro. normale. poca gente, veramente poca gente in giro. Arrivo a casa che è da poco passato il 10° minuto. tutto sommato non ho perso molto. In effetti gli Stati Uniti giocano duro. ma è normale. sono scarsi, teoricamente e tecnicamente, in confronto a noi. nessuna tradizione, in questo sport. che han cominciato a giocare praticamente un paio di anni prima di ospitare il mondiale. Già quel mondiale. che rimane ancora il migliore dell'era moderna (quella post '82). ricordo bene quella fianle. brutta. noiosa. lunga. eterna. invece stasera mi pare, tutto sommato, una buona partita. maschia. dura. sarà che ultimamente seguo più l'hockey che il calcio, ma mi pareva fosse diventato, soprattutto in Italia, un sport un po' di fighette. e invece i è piaciutà. almeno per 60-70', che non è affatto male. Vorrei addirittura commentare e dare pagelle, cosa che non ho fatto all'sordio per non rientrare nella miriade di blogger che minuto per minuto seguono questo evento. ma oggi si. perchè ho esordito dicendo che son stufo. e voglio spiegare perchè. ma forse la foto lo lascia già intendere. Questa mia rabbia non è dovuta all'espulsione di DeRossi in sè. ma all'atteggiamento. alla sbagliata interpretazione che si da al Mondiale e alla maglia azzurra. Vedo davanti a me, l'Argentina su tutti, il Brasile, l'Olanda, la Germania stessa..ma anche squadre come il Togo, Trinidad&Tobago, che per la prima volta partecipano. popolazioni che per vedere le partite han dovuto fare collette per acquistare un televisore. bene loro quando indossano la maglia del loro paese è come indossassero una seconda pelle, una corazza, un onore. il traguardo ultimo per ogni atleta è la nazionale. il mondiale. l'Olimpiade. Indossare i colori del proprio paese e portarli alla vittoria sopra tutti gli altri. o comunque lottare fino alla fine. Io dubito fortemente che i tifosi, e i giocatori, della Costa d'Avorio siano partiti per vincerlo questo mondiale. ma nella prima partita, proprio contro l'Argentina, ho visto una squadra con un cuore e un attaccamento verso il proprio paese fuori dal comune. Non è una partita, non è un torneo. Si deve vincere, per gloria personale e, soprattutto, per onorare la maglia. il paese. bisogna esser fieri di indossare i colori azzurri, non pensare che sia dovuto perchè ho fatto 30 gol. e con questo non voglio andar contro a Toni che anche ieri è stato sottotono. Sa che deve segnare. Vuole segnare. Tutti aspettano il gol di Toni. e lui sbaglia gol che solitamente segna a occhi chiusi. normale. se si sbloccasse, spero presto, sarebbe poi come un fiume che rompe la diga. arriverà. Ha segnato, e che gol, invece Gilardino. non è tra i miei preferiti ma capisco che là davanti lui ci vuole. e serve. un centroavanti. una palla, un gol. e suonata di violino. è così che dev'essere. Ho apprezzato, come sempre, Pirlo. il migliore. che quando gira, fa girare tutta la squadra. una palla da paura per il gol e tante tante altre purtroppo meno efficaci. ma bello. bello bello bello. Sorprende Perrotta, che quando è in forma è in forma. inserito credo al posto del quasi intoccabile Camoranesi (che sopporto poco ma che serve davvero tanto..). tanto lavoro, tanto cuore. un giocatore d'altri tempi. fatica Zambrotta (anche se a momenti fa un gol da paura..che mi avrebbe portato a correr nudo per via Washington..) ma forse è un pochino ancora fuori forma. nel complesso, però, bene. il fatto è che quando Gianluca è giù di tono, è come gli altri. è quando è in forma che fa davvero paura. Gigi, in porta, non necessita di commenti, anche se sinceramente lo trovo un po' strano. saranno le vicende giudiziarie, l'infortunio o la Seredova..ma non so. comunque è il numero uno del mondo. e quindi. va bene. Mi è spiaciuto tanto per l'autorete di Zaccardo, che ammiro e stimo. un buon giocatore, il futuro. è rimasto un po' in trance dopo l'episodio, normale. ma poi si è ripreso. meno male che gli avversari non son stati capaci di infierire da quella parte, in quel momento. passerà. anzi, già passata. Insieme a lui, Nesta e Cannavaro. le colonne d'Ercole. senza commento. la difesa da manuale del calcio. Grazie a Dio ci sono Sandro e Fabio. veramente mondiali. poi c'è Alex, che è sempre Alex (per me), e ieri mi pare anche non abbia fatto male. ci ha provato e per poco non ci riusciva. e l'immagine dell'Italia di ieri è tutta su quell'allungo stile Mr.Fantastic dei fantastici 4 su un passaggio-pallonetto di Pirlo da cineteca. C'è mancato un pelo. peccato. poi c'è Iaquinta, che trovo inutile e forse l'unico errore di Lippi è stato questo, forse era meglio Pippo..avrebbero finito in 5 loro con tutti i falli che si sarebbe andato a prendere. e poi Gattuso, che non amo affatto, ma so che è importante (e in partite come ieri poi) e per la prima volta forse son stato felice di rivedere in campo. al posto del Pupone. ah, Totti. scusate, io non lo posso proprio vedere. si, va bene, il cucchiaio e sticazzi.. ma secondo me non è assolutamente determinante nè positivamente influente, anzi. quando lui è in campo mi pare l'Italia giochi diversa [leggi: male]. e meno male che non ha fatto ancora una delle sue cazzate. Ma ci ha pensato il suo pupillo. quel cretino di DeRossi. bel calciatore, per carità. ma si vede che la scuola Roma è quella che è. Ed è questo che mi fa dire che sono stufo. Se metti la maglietta della nazionale non fai quelle cose. Loro erano fallosi, duri. insopportabili. ma mi ricordo che quando si giocava, anche se era pallacanestro fa lo stesso, con una squadra nettamente più forte, l'indicazione era metterla sul nervosismo. non sulla cattiveria. se ti tocco con lo scarpino sui tendini per farti innervosire. perchè tu sei più forte e io non posso farci niente. devo fermarti in qualche modo. non devo farti giocare. tu sei più forte. io cerco di esser più furbo. e non è difficile, se davanti ho uno come DeRossi. ha abboccato e fatto la stronzata. non voglio dire che ha cambiato la partita ma voglio dire che sono stufo. che voglio che questi comportamenti, soprattutto in nazionale, siano puniti. ma non dalla Fifa. dall'Italia. Io, Totti, dopo il famoso sputo, l'avrei mandato a casa. questo intendo. DeRossi verrà squalificato per non so quanto. ma fosse per me, Lippi, pur avendolo a disposizione lo lascerei in panchina. a meditare. Nessuno è necessario. e abbiamo tanti buoni giocatori pronti a entrare che invece son costretti ad assistere a tali scene. e magari vergognarsi. come ho fatto io. ieri. quando guardavo DeRossi che sembrava dichiararsi un angioletto mentre l'avversario grondava sangue. Che schifo. vorrei chiedesse scusa. al giocatore e a tutti quanti. questo non è lo sport, non è l'Italia. e se tu indossi quella maglia, fieramente, non devi comportarti così. devi onorarla, non sporcarla di sangue. Stronzo. Sono stufo di esser visto così dagli altri paesi. E sono stufo di avere gente così a rappresentare la mia Nazione. il mio Paese. Preferirei uscire al primo turno, senza mai vincere e senza mai segnare. come certe squadre africane. ma essere orgoglioso della mia nazionale. e di come indossano l'azzurro. Ora ci tocca la Repubblica Ceca. molto più tosta. più equilibrata. certamente sarà meno stravagante di questa. e qui, per l'appunto, gioca il mio Pavel. che è uno che quando gioca mette l'anima. e quando veste i colori del suo paese, anche di più. come il resto della squadra. ed è una forza che noi non abbiamo più. Nell'82 invece c'era. Ops.