C'è una cosa che non capisco. aiutatemi a capire.
In questi giorni sta per essere approvata (e non commento..) la Legge Finanziaria 2007. tra le tante (?) riforme (giuste?) non è stata prevista la riconferma di quella sperimentale dell'anno scorso che permetteva di destinare una quota del 5 per mille dell'Irpef al volontariato (Onlus, associazioni ed enti di ricerca scientifica e sanitaria..). Ora, considerando che l'anno scorso era il primo anno che si poteva effettuare una scelta del genere e che, solitamente, per capire se una manovra è giusta, cioè se porta benefici o meno a coloro che ne sono interessati, ci voglio almeno 3 anni, mi spiegate perchè quest'anno non è stata rinnovata. Per far si che le donazioni arrivino materialmente e che vengano in qualche modo utilizzate, servono appunto almeno 3 anni, almeno. Per metabolizzare una qualsiasi operazione del genere. In un anno, economicamente parlando, non si può fare praticamente alcuna considerazione. Resta quindi pressoché impossibilire stabilire se l'idea è da considerarsi buona o meno. dopo nemmeno un anno. Teoricamente non è affatto una cattiva idea ma chiaro, bisogna guardare i numeri. Certo è che, qualsiasi cosa porti anche un solo euro a queste associazioni, è da considerarsi manna dal cielo. Ho prestato servizio civile in una Onlus e conosco le difficoltà e lo stato quasi pietoso nel quale si trovano, e le considero (senza far di tutta un'erba un fascio) importanti risorse per quel tipo di aspetti che troppo spesso non vengono nemmeno considerati, purtroppo, dalla categoria politica, in primis, e da tutta la popolazione, poi. Spesso la sensibilizzazione attraverso banchetti e volantinaggio non basta. Tante persone all'interno di queste associazioni lo fanno per puro amore, mettendoci non solo la passione ma anche e soprattutto il proprio tempo e, a volte, il proprio denaro. Era una buona idea. ma perchè..

Cliccate sulla balena.. forse vale più di mille parole e mille domande



Riporto un pezzo dal sito Vita.it che spiega un po' meglio, forse, quel che mi lascia basito..

Il “5 per mille”, introdotto in via sperimentale per l'anno 2006 dalla precedente LeggeFinanziaria
, ha consentito al contribuente di destinare la quota del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche al sostegno del volontariato, delle onlus, delle associazioni e degli enti di ricerca scientifica e sanitaria.
Le Organizzazioni del Terzo Settore hanno conseguentemente alimentato nuovi percorsi di cittadinanza attiva: gli enti ammessi alla destinazione della quota sono stati quasi 40.000 e milioni sono stati i cittadini coinvolti.
Nella Legge Finanziaria 2007 tale strumento non viene riproposto.
Il Forum Terzo Settore, con le sue 110 Organizzazioni nazionali aderenti e 15 milioni di cittadini impegnati in attività di tutela e promozione dei beni comuni, chiede la riconferma del 5 per mille.
Perché:
· Il 5 per mille si incardina nel percorso di attuazione dell'art. 118 della Costituzione, che favorisce l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.
· Il 5 per mille è moltiplicatore orizzontale di coesione sociale. Avvicina i cittadini allo Stato e viceversa, promuovendo quella sana cultura civica che costituisce la base del patto fiscale e di solidarietà tra Stato e Cittadino, di cui il Paese ha sempre bisogno.
· Il 5 per mille genera un circolo virtuoso. Lo Stato (ovvero i cittadini), attraverso organizzazioni di società civile (ovvero i cittadini), destina risorse per attività e servizi ai cittadini -specie i più svantaggiati- che in sostanza ritornano allo Stato (ovvero i cittadini).
· Con il 5 per mille milioni di cittadini contribuenti partecipano al futuro di altri milioni di cittadini meno fortunati attraverso quella società civile organizzata che da sempre è motore di coesione e sviluppo.
· Il 5 per mille non è una modalità di redistribuzione di risorse attraverso la leva fiscale a organizzazioni non profit, ma una forma di circolazione a valore aggiunto di risorse pubbliche, che restano pubbliche e che hanno finalità pubbliche, sulle quali decidono i cittadini. Risorse che acquistano valore aggiunto transitando appunto dentro le organizzazioni e le imprese sociali del terzo settore.
Il 5 per mille non toglie: aggiunge.
E' questa la differenza che deve essere capita.

Le Portavoce
Maria Guidotti / Vilma Mazzocco