e guarda te chi compare a Torino..
per regalarmi un po' di quella magia
che sentivo da bambino..

e guarda poi chi si rivede allo stadio,
sorridente.
il mio Pessottino.
il mio Marcello.
il mio Bobby-gol.
gente da Juve..

e anche l'Olimpico allora si riempie..
forse la gente ha solo bisogno di serenità.
tranquillità e gioia..

Auguri ancora mia Vecchia Signora, sei sempre affascinante.
sempre.

dal sito della Gazzetta:
TORINO, 1 novembre 2006 - Il momento più toccante è stato quando lo speaker ha chiamato simbolicamente in campo Gaetano Scirea: si è presentato il figlio Riccardo per unirsi a 21 compagni di tutte le epoche, in campo per una partita speciale, la celebrazione dei 109 anni di storia bianconera. A centrocampo una simbolica torta, con 22 candeline, tante quanti i giocatori di dieci "ere" schierati in campo con l'assetto tattico di due formazioni vere. Poi, un bambino ha consegnato la palla a Sentimenti IV (90 anni), che ha dato inizio a una sempre simbolica azione, in cui tutti si sono passati la palla e da ultimo Michel Platini, servito da Boniperti, ha segnato il gol del delirio di nostalgia.
TORINO, 1 novembre 2006 - Il momento più toccante è stato quando lo speaker ha chiamato simbolicamente in campo Gaetano Scirea: si è presentato il figlio Riccardo per unirsi a 21 compagni di tutte le epoche, in campo per una partita speciale, la celebrazione dei 109 anni di storia bianconera. A centrocampo una simbolica torta, con 22 candeline, tante quanti i giocatori di dieci "ere" schierati in campo con l'assetto tattico di due formazioni vere. Poi, un bambino ha consegnato la palla a Sentimenti IV (90 anni), che ha dato inizio a una sempre simbolica azione, in cui tutti si sono passati la palla e da ultimo Michel Platini, servito da Boniperti, ha segnato il gol del delirio di nostalgia.
È stata una bella festa, semplice e toccante, quella organizzata dalla Juventus, che non ha dimenticato nessuno dei pezzi più significativi della sua storia, da Bonini a Cabrini, Carrera, Deschamps, Garzena, Leoncini, Morini, Ravanelli, Salvadore, Anastasi, Bettega, Fortunato (rappresentato dal fratello), Brio, Castano, Causio, Ferrara, Furino, Gentile, Lippi, Tacconi. Una storia inevitabilmente segnata da morti, compresi quella dell'Heysel, le cui vittime erano rappresentate da alcuni componenti del comitato.
È stata festa in tutti i sensi per il popolo bianconero. Infatti dopo essere tornato a casa negli scorsi giorni dopo 4 mesi passati in ospedale, Gianluca Pessotto ha fatto ritorno anche allo stadio per assistere alle gare della sua Juventus. Il dirigente bianconero, sorretto dalle stampelle e visibilmente dimagrito ma in buona forma, ha visto la partita dalla tribuna dello stadio Olimpico, seduto accanto all'amico ed ex compagno Ciro Ferrara.
Un triangolo senza tempo, tra Giampiero Boniperti e Michel Platini, poi il gol del francese, come una ciliegina. Platini ci scherza su: "Ho fatto tutto io - racconta a Sky - lui mi fatto anche correre. Oggi è stato bellissimo. Devo ringraziare i tanti tifosi che sono qua. Molti sono giovani e magari non mi conoscono, ma spero che qualcuno gli abbia parlato di me. Oggi è stato emozionante. Sono andato via di qua con la pioggia 17 anni fa dopo una gara contro il Brescia. Oggi mi trovo qui a festeggiare ancora contro il Brescia. Davvero un bello spettacolo. Del Piero? Gli ho detto che ha fatto un bellissimo gol contro la Germania. Un mio ritorno in bianconero? Non si vive due volte una storia d'amore con la stessa donna".
Emozionatissimo anche Gianpiero Boniperti, quasi incredulo: "È vero, sono qua?", si domanda. E poi: "Di giornate belle ne ho vissute tante, ma una giornata così... una cosa che non si può descrivere". Quindi i complimenti a Del Piero: "Non ha bisogno di essere definito, gli si deve voler bene per la sua carriera. Ha dato molto al calcio, per la correttezza, la serietà, la credibilità. Il Pallone d'Oro? Io lo darei a uno juventino. Buffon? Sì, credo che abbia anche il fisico per portarlo bene".

