..il sole si spegne, restano le luci. migliaia di occhi sulla notte che nasce. azzurri quelli nelle case, illuminate dalla leggerezza della tv. gialli, come quelli delle civette, sono quelli che osservano le strade distratti da stelle filanti infuocate, le scie delle auto frettolose. che han voglia di arrivare, o forse solo di andare. di scappare. arancioni, come quelli dei gufi, sono quelli che lampeggiano sui semafori e sembra cerchino destare attenzione, minacciosi, forse solo preoccupati. e poi blu, verdi e rosa. occhi di neon. intermittenti. occhi che guardano, che vedono, e a volte raccontano. sguardi indiscreti, occhi che spìano. Palazzi, uffici, ristoranti e pub. birrerie. occhi su un mondo, su una popolazione, su un quartiere, sulla gente. specchi riflettenti abitudini e fobie. passioni e manie. paure, angosce, divertimenti e modus vivendi. occhi che ci interrogano e ci intimoriscono, occhi che ci sorridono e ci impettiscono. intonaci del mondo che cambiano colore, cangianti. influenzati dalla luce che ricevono. nessuno più che s'accenda e rifranga bagliore. pareti lisce che si fanno ruvide, ombre sfocate che si fanno nitide. nette. dure. linee decise, confini. perimetri di un poligono da tiro. righe. polveri che s'alzano inutilmente e finiscono come placebo nei setti dei bulloni. senza viti. senza vita. senza voglia. nelle narici dei deboli che a fatica sopportan l'incombente presenza di una luce puntata loro in viso. volti che di giorno consegnan soldi in banca e la sera strisciano visa in ristoranti illuminati e parcheggi bui. fragili cartigli di una società che resta in piedi a stento. con gli stuzzicadenti. stolti. in molti. che cercan risposte a domande che non fanno. che non sanno fare. che nemmeno sanno. ma nemmeno vanno. restano. escono. spendono. lasciano che la notte corra via veloce. sotto i copertoni del suv. schiacciando gli entusiasmi. scacciando i fantasmi. spasmi. chiusi in bottigliette mignon e bustine di plastica. orgasmi. nascosti. segreti. a volte inventati. e raccontati. messi in piazza. tra fette di pizza. in ambienti che puzzano. di marcio. di lercio. come i marciapiedi ogni giorno lasciati in eredità al sole. bicchieri. sigarette. abbandonati. tra culi e tette. inplasticati.rumori di tacchi e grida. stipendiate professioniste su macchinoni enormi. eleganti. intriganti. seducenti e accondiscendenti. disponibili. facili. tutto e subito. ora. anche qui. basta non ci sia luce. basta non ci siano occhi. basta eludere la notte. sfuggire al buio. schivare il silenzio di una stanza completamente nera. scura. che pesa, tra le scapole e sulla coscienza, come una scure..