Fermo e immobile..

come un vecchio monoscopio Rai.
Apparentemene inutile,
fisso.
Colorato e geometrico,
bello ed enigmatico,
pratico e utile ma spesso incomprensibile.
E incompreso.
Immagini e suoni di un passato
che non torna
inevitabile.
Colonna sonora di un futuro
nostalgico.
possibile.
Fuori dal tempo,
a tarda ora,
compagno di notti insonni
e pensieri che restano sospesi
come libellule su un stagno.
Appesi
a fili sottili, inesistenti,
anelli di fumo.
In surplace,
in attesa,
ad aspettar le mosse altrui
non per insicurezza
ma per estrema convinzione
di voler portar a casa
tutta la posta in palio
nel modo più eclatante possibile
con il vantaggio di chi insegue
e può decidere,
restando in scia,
sprint, volata e vittoria.
Gioco, set e partita.
Partita, partito..
tempo che vola
tempo che vuole
tempo che duole
tempo che..
"non si puole, ove si vuole"
tempo che scivola delicatamente
ed è già domani,
oggi.
Timidi raggi di sole,
piccoli assaggi di sale,
inutili aggeggi da sala,
tenui momenti da solo,
mosci istanti giù dalla sella,
a rimirar le stelle,
ad accarezzar la pelle,
morbida e delicata,
di un pensiero
insistente
costante e latitante
a tratti sognante.
Una certezza che a volte
pare imbarazzante,
calma,
tranquillità,
pace interiore con senso di vuoto
di mancanza,
di voglia di spaccare il mondo
di voglia di aprire i cieli
di voglia di andare
di voglia..
Ozio.
Karma.
Rede Wicca in otto parole,
"se male non fai, fai ciò che vuoi.."
sfolgorio di luce in 5 lettere,
Nimbo..
e come un bimbo
resto incantato
dal rumore della pioggia,
qui
ad ascoltare i tuoni e il profumo dell'acqua,
dell'erba e delle foglie,
a guardare i lampi,
e le gocce, le nuvole,
nembi,
che si incostrano, si fondono,
si mischiano, si abbracciano,
improvvisamente,
lembi,
carne e passione,
poi limbo.
Finestre che sbattono
per colpa del vento,
un colpo nonviolento,
fotografie in movimento
che quando sarà il momento
sapranno farsi guardare,
un minuto,
una notte,
anche sempre
nella mente.
Nel cuore.
un languore,
appetito, fame, vuoto.
Fermo.
Immobile.
con un piccolo sibilo
fastidioso
per ricordar che esisto,
anche se di certo
non occorre un segnale,
un faro,
una luce,
per trovare la giusta direzione..
ma solo chiudere gli occhi