Io sono bianconero. dalla nascita. o meglio, da quando, ancora piccolo, guardavo incantato Michel Platini & company vincere, ma soprattutto divertire. Era una squadra operaia ma con stile. come sempre dovrebbe esser la Juventus. e come è sempre stata. ricordo le vittorie di gente come Ravanelli e Torricelli che, con tutto il bene che ho voluto a loro, non credo di dire un'eresia nel dire che non fossero questi fenomeni. o almeno non i Pelé, i VanBasten, i Maldini e via dicendo. ma la storia ha dimostrato che si vince, in uno sport di squadra, anche e soprattutto con l'unione a meno che non ci sia tra le tue fila un certo Maradona, allora puoi anche sperare che si vinca qualcosa anche grazie al singolo. Ultimamente, certo, la squadra è stata sottoposta a diverse accuse, di ruberie varie, che l'han portata a disputare, come ben tutti sanno, un difficile e lunghissimo campionato di serie B. per la prima volta. ora il "vanto" del Mai Stati in B resta esclusiva dell'Inter. sul quale non aggiungo altro. e non aggiungo nemmeno nulla su tutto ciò che si è detto e fatto in questi ultimi due lustri sulla mia squadra e che ci han portato dove, ormai, non siamo già più. Questo mio post, dopo esser stato in silenzio per quasi tutta la stagione del purgatorio, riguarda proprio questo. la juventinità. L'anno appena finito a portato via da Torino un sacco di (presunti) campioni. Persone che erano arrivate con entusiasmo in questa società e che, al primo soffio di vento avverso, non hanno esitato a cambiare aria e gettare fango su una delle società di calcio più rinomate al mondo. Uomini di poco valore, se non puramente economico. di cartellino. che questo calcio moderno continua a idolatrare senza più soffermarsi dui sentimenti e sui gesti di affetto e devozione. Io rivoglio la Juventus, e il calcio, di quando ero piccolo. Ci sono Campioni del mondo e palloni d'oro (assegnati o meno) che nella stagione 2006/2007, per i più diversi motivi, hanno vestito la prestigiosa maglia a strisce bianconere, non senza sacrificio, nella serie cosidetta cadetta.. e non occorre che faccia i nomi. né dei partiti né tantomeno dei restati. Con la bufera, oltre ai giocatori, son volati via molti dirigenti ma non certo i tifosi. E il ringraziamento del capiano Del Piero e di Pavel Nedved di ieri hanno fatto ripensare, per un attimo, a quella juventinità perduta. Ho visto Didier allenare la squadra in B e dare le dimissioni, in nome di quella juventinità che lo contraddistingue. Lui, francese. Come Platini. Come Zidane, che ho sentito essere osannato durante l'ultimo Juve-Real di Champions'League nonostante vestisse la camiseta blanca ormai da tempo. francesi, come David Trezeguet. e questo post è per lui. ieri, a Torino contro lo Spezia, dopo il suo ennesimo gol (e son 140!) ha esultato in maniera bizzarra. Un cenno, il numero 15, e poi un altro. Me ne vado. che in realtà era un "faccio 15 gol anche in B e voi mi vendete?!". Sinceramente quel gesto mi ha fatto venire il magone. Il tutto sempre per colpa di una società, come altre ormai, che guarda sempre troppo spesso al bilancio invece che ai sentimenti. Una dirigenza che ci siamo ritrovati e che sinceramente pochi condividono. Non tanto nei personaggi, certo un altro Avvocato non esiste più, ma quanto nelle decisioni. Quelle che hanno allontanato Didier e quelle che hanno obbligato all'addio Trezegol. A questo punto, le decisioni di restare dei vari campioni sono da considerarsi puramente nate per l'amore della maglia e della società e non certo per il carattere della dirigenza. Didier lascia perchè la società non è in grado di dargli un'adeguata squadra per affrontare la seria A subito in modo competitivo. E la cosa è visibile. Interessamenti per Iaquinta che, francamente, non mi pare il genio del calcio che possa assicurare i gol di Trezeguet. e poi per tutta una serie di semi-giocatori dai nomi impronunciabili e poco noti. Ok, la linea è sempre stata quella. Operai che portano la Vecchia Signora sul tetto del mondo. Ma ora, forse, più che mai, i tifosi han bisogno di un riscontro da parte della società. Il messaggio è stato chiaro. Noi, come i giocatori, unici non colpevoli, accettiamo la B e continuiamo a sostere la Juve. Ora voi dovete, e sottolineo dovete, darci qualcosa indietro. E non sono gli scudetti, che resteranno sempre nostri, ma una squara degna e soprattutto bella e competitiva. e ridarci la poesia. vogliamo il velluto su cui giocare e i giocatori da farci giocare sopra. vogliamo vedere la nostra squadra, allo stadio, divertire e divertirsi. e poi possiamo anche metterci 5 anni a tornare ai vertici ma dateci modo di esser comunque felici. Il calcio deve tornare romantico e mandar via in questo modo un grande giocatore per prendere chiunque sia, fosse anche Ronaldinho, non è per nulla romantico. David ha dato tanto alla Juve e per lui, come per altri, è stato un sacrificio enorme restare. Ma io l'ho visto esultare e abbracciare i compagni in ogni partita, a ogni gol. e l'ho visto sorridere e orgoglioso di vestir quella maglia. Se il problema, come pare sia, è quello dell'ingaggio, con questo post (che inoltrerò alla società, ai giocatori, ai tifosi e ai giornali) voglio lanciare la prima raccolta pubblica di fondi a supporto di un giocatore-bandiera affinché, come nella sua volontà, questo campione possa restare. e insieme vincere e divertirsi ancora. Se ogni tifoso mettesse TOT euro, in breve si potrebbe raggiungere la cifra necessaria a convincere la società a trattenere il francese d'oro. Io sono pronto, e disposto a far parte di questa favola e della storia. Spero che questo appello venga raccolto e condiviso da tutti i milioni di tifosi sparsi nel mondo e che finalmente si riesca a fare, di nuovo, qualcosa di romantico per questa Signora. per questo calcio.