another brick in the ... world!


Conoscerete bene questo mattoncino, chi ha più di 20 anni sicuramente, e saprete certamente, visto il logo speciale dedicatogli da MotherGoogle, che questo mattoncino oggi compie i suoi primi 50 anni. LEGO. una piccola parola, derivante da "LEg GOdt" ("gioca bene"), una grane passione. Chiunque ci ha giocato e ricorda i piccoli mattoncini colorati con tale affetto e nostalgia che fanno capire quanto siano stati, e sono, amati da tutti. La semplicità e la creatività fatta a oggetto. Difficile pensare ad altro di pari valore. Piccoli pezzi di plastica che per chi li possedeva erano "solamente" pareti di case, ali di astronavi, scafi di navi da combattimento, abitacoli di autvetture stravaganti e qualsiasi cosa la mente potesse concepire. e anche oltre. Ole Kirk Christansen ha dedicato tutta la sua vita a questa creazione, inizialmente in legno e successivamente, nel 58, in ABS (una lega di plastica). Un mese e mezzo dopo aver "trovato" la nuova consistenza per i suoi Lego, il 11/03/58, infatti, muore lasciando tutto in mano al figlio Godtfred che grazie al cielo non è uno di quei rampolli moderni che rinnegano e sputano sulla fabbrichetta di papà. Da allora fu una crescita esponenziale che ha portato a vendere milioni di mattoncini in tutto il mondo. All'apertura di veri e propri LEGOLAND (parchi tematici interamente costruiti con i mattoncini) e, recentemente, di negozi mono-marca, sopportando e suprando, non senza difficoltà, l'arrivo dei computer, dei videogiochi e della tecnologia tutta che ha seriamente minacciato l'esistenza del giocattolo. E, nonostante il grosso buco aziendale, la LEGO sforna 19 miliardi di costruzioni all'anno ed è considerata, con 306 milioni di ruote l'anno, la più grande azienda produttrici di pneumatici al mondo! Ogni abitante possiede in media 62 mattoncini e la popolazioni di "omini del LEGO" è di 4 miliardi. Numeri da capogiro come lo erano questi semplici e colorati mattoncini per noi bambini (ma anche ora..). Ricordo che da bambino per me era già un regalo andare, sotto Natale, alla Rinascente Duomo perché faceva le vetrine con il lego (che si muovevano) e al reparto c'erano grandi costruzioni e il catalogo! che bastava già da solo a farti volare con la fantasia.. e la passione non è passata. Tutt'oggi se mi imbatto in un catalogo LEGO non resisto e lo "devo" portar a casa per guardarmelo tutto. E non più tardi dell'anno scorso, a Berlino, mi sono imbattutto in una parete come quella qui sotto, in un grande magazzino. Il funzionamento è praticamente quello dei CandyShop. Paletta, sacchettino trasparente da riempire con i mattoncini preferiti. Bilancia e pagamento. Delirio. Stupido, semplice ma devastante. Affascinante.

Ma c'è chi non li ha abbandonati per nulla, anzi. Chi riesce a riprodurre gli incredibili e impossibili disegni del grande Escher (e ci sono anche le foto del work in progress). o chi, come già forse avevo postato, crea diorami ispirati alla Bibbia per farne poi libri dedicati (teoricamente) ai bambini. Una saga ispirata a GuerreStellari. Il video dei WhiteStripes. O quest'altro trovato in rete. Cinema. Musica. Arte. La controversia e forte provocazione di Zbigniew Libera che realizzò un'incredibile serie di scatole Lego su Campi di concentramento in memoria della Shoah. Questi mattoncini sono divenuti vero e proprio mezzo di comunicazione anche per argomenti delicati senza che mai nessuno gridasse allo scandalo o pensasse a una provocazione e/o mancanza di delicatezza. Perché i mattoncini Lego sono un gioco ma sono sempre stati "cosa seria". Per questo, credo, sono tanto amati anche dai "grandi".


si dice poi che
se si incastrassero 40 miliardi di mattoncini
si arriverebbe alla luna..
quasi quasi
[cerco collaboratori]



Sarà, ma quando io vedo questo logo mi luccicano gli occhi.
e avrei solo voglia di aprire il mio "sacco di jeans"
e mettermici sopra per volare via con la fantasia..