
una scoperta, gli haiku.
La curiosità, wikipedia.
Un haiku è un componimento poetico di tre versi caratterizzati da cinque, sette e ancora cinque sillabe. È una poesia dai toni semplici che elimina i fronzoli lessicali e le congiunzioni e trae la sua forza dalle suggestioni della natura e le sue stagioni. L'haiku fu creato in Giappone nel secolo XVII e deriva dal tanka, componimento poetico di 31 sillabe che risale già al IV secolo. Il tanka è formato da 5 versi di 5-7-5-7-7 sillabe rispettivamente. Eliminando gli ultimi due versi si è formato l'haiku. Per l'estrema brevità richiede una grande sintesi di pensiero e d'immagine. Tradizionalmente l'ultimo verso è il cosiddetto riferimento stagionale o kigo, cioè un accenno alla stagione che definisce il momento dell'anno in cui viene composta o al quale è dedicata. Soggetto dell'haiku sono scene rapide ed intense che rappresentano, in genere, la natura e le emozioni che esse lasciano nell'animo dell'haijin (il poeta). La mancanza di nessi evidenti tra i versi lascia spazio ad un vuoto ricco di suggestioni. Gli haiku tradizionali non hanno alcun titolo.
Ed è subito magia.. come fai a non incuriosirti? La saggezza (sul filo della "cialtronaggine") giapponese. Come in quei meravigliosi film, Hero, la foresta dei pugnali volanti..e via dicendo. Border line. Il vincolo delle poche sillabe contrapposto alla libertà del tema (e del pensiero) influenzato solo dal momento. E dalle sensazioni. Forte concentrazione. Sintesi estrema. Poche parole. Pesanti o leggere, solenni. Capacità di dire tutto senza aggiungere aggettivi, preposizioni e sillabe inutili. Giocare con le parole. Con la poesia. Fantastico mondo che voglio provare ad abitare (senza sconfinare, alla vigilia della grande sfida, in quello di K)..
"Padre," disse il mattino del suo compleanno, in riva al fiume argentato, "voglio diventare poeta."...
..."La poesia non è un mestiere. E' un passatempo. Le poesie sono acqua che scorre. Come questo fiume."
"E' esattamente quello che voglio fare. Imparare a guardare il tempo che scorre."
e ancora:
"E' un mistero ineffabile" rispose Yuko.
Un mattino, il rumore della brocca d'acqua che si spacca fa germogliare nella testa una goccia di poesia, risveglia l'animo e gli conferisce la sua bellezza. E' il momento di dire l'indicibile. E' il momento di viaggiare senza muoversi. E' il momento di diventare poeti.
Non abbellire niente. Non parlare. Guardare e scrivere. Con poche parole. Diciassette sillabe. Un Haiku.
Un mattino, ci si sveglia. E' il momento di ritirarsi dal mondo, per sbalordirsene.
Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere.
L'ideogramma che vedete a inizio post è il mio nome, in giapponese, Masushimo. E questo è il mio primo, timido, haiku. Nato quasi allo scadere del giorno del mio onomastico..
lascio aperto l'uscio
Forte corrente