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welcome in the 2k8..
piano piano,
poco alla volta..
Primo post dell'anno. dovrei far propositi. dovrei svelare la parola dell'anno (ma non è ancora avvenuto il consueto incontro col Gonfio e Max). invece la neve. che congela i pensieri e anche un po' le dita sulla tastiera. fiocchi che cadono come lacrime cristallizzate, candide soavi, invece di piombare sul terreno, si soffermano a mezz'aria. nel cielo bianco. come indecise sul da farsi. giocose. imprevedibili. e io che faccio. le prendo in faccia. come morbidi schiaffi. in strada. verso il panettiere e l'edicola. piccoli fiocchi di normalità. il freddo non è poi così pungente. il manto non mi rende così nervoso come mi aspettavo. il fuoristrada sembra quasi sorridere solo all'idea. e io.. ma si. quando si vede la neve si torna bambini no? e forse questa volta l'ho presa così anch'io. silenzio. pensieri. anestesia. bianco sparso. candore. i colori sfumati. sfocati. quasi irriconoscibili. fusi. mischiati. la neve è magia, perché riesce a cambiare la gente. senza fare nulla di speciale. come una canzone di Bob Dylan. come un libro di Delerm. come una tela di Warhol. così, immobili e inermi davanti a sì tanta naturalezza e spensieratezza. forse abbiamo solo perso l'abitudine alla neve. forse abitare a Milano ti fa dimenticare la neve. distoglie lo sguardo dai dettagli importanti a favore di panorami spesso desolanti e scoraggianti. forse basterebbe dormire un'altra notte al contrario. come i pipistrelli. per rendersi conto che ogni cosa ha milioni di punti di vista, in più, rispetto ai milioni che si riescono a vedere di primo impatto. e poi, risvegliarsi e rigirarsi, come in quei souvenir, e abbandonarsi al cadere della neve. let it snow, let it snow, let it snow..