Ma cosa (non) si riesce a fare oggigiorno con 100euro?

Prefazione: venerdì 20 sera, sul tardi, la comunicazione di n.2 biglietti vacanti per il quarto di finale Italia-Spagna di Euro 2008 a Vienna il 22 giugno ore 20.45. Sabato intorno a mezzogiorno, la decisione ufficiale di partire, presa anche in funzione dell'aereo low-cost last minute (last second) da 50 euro, con il compiente 24 anni Pupillo Mag.

Domenica, post gran premio, l'arrivo a Orio al Serio intorno alle 16. Subito l'elemento (negativo) chiave del viaggio. Un tale vedendoci agghindati da ultrà azzurri ci domanda "Andate a veder l'Italia?" e, ovviamente rosicando per la nostra dipartita, guardando l'orologio dopo la nostra risposta negativa aggiunge "ma non è tardi" e poi ancora "beh, auguri" - AUGURI?!?!?!?! vaffanculo! Gufo Gufandis.. Beh. procediamo. Arriviamo al gate e subito ci rendiamo conto che il nostro volo verso Bratislava (imbarcato contemporaneamente a quello per Alicante) è popolato da simpatiche donzelle di rientro in patria. Una di loro, di riflesso, ci permette di attaccar bottone con un simpatico trio della val Seriana. Lei e i suoi smisurati attributi sfidanti la legge di gravità e confermano che la ricerca di nuovi materiali e di nuove tecniche di impianto è molto più avanti di quanto si pensi. Il leader della triade è un mix tra Vandelli e Robert Englund (il Freddy di Nightmare), segue Bimbo (elettricista enorme con tatoo che fa capolino dal polsino della camicia e che presumibilmente occupava tutto il braccio) e Ifrim, mi pare, (ventenne meccanico mussulmano) tutti e tre caratterizzati da una pesante cadenza della val Seriana. Vandelli commente la signorina, ci chiede se sappiamo come raggiunger Vienna da Bratislava e ci offre i due posti liberi sulla loro auto a noleggio per la tratta. Quando tutto ciò lo scoprirà il ragazzo paranoico che poco prima ci aveva chiesto come avremmo fatto perché il bus non sarebbe mai arrivato in tempo, sarà davvero un mix di delusione-rabbia e sconforto nei suoi occhi. Saliamo sul pulmino verso l'aereo. Molto caldo. troppo. A bordo, una volta seduti, risulta esserci un passeggero in più. ritardo di 10 minuti. Il signor Lanfranchi non risponde, sarà partito per Alicante. eppure. bah. si ipotizza che lo steward abbia errato a contare le teste visto che la signorina sopra menzionata vestiva una striminzita canotta bianca lasciando fuoriuscire tutte le sue motivazioni. No, steward (con portachiavi dell'atalanta appeso al collo) quelli non sono due gemelli in braccio alla signora. No, non sono due nani calvi in grembo alla biondona. Si quindi conta come una unità singola. Si parte. 10 minuti di ritardo che, per chi li ha contati, son troppi. il paranoico ha trovato una perfetta spalla pochi sedili più avanti di noi e appena il segnale della cintura si spegne si precipita da noi per convincerci che con il taxi, a 100 euro divisibili per 4 ce la faremmo di sicuro. 100 euro divisibilissimi anche per due, voi (visto che noi abbiamo la triade e ci sentiamo anche un po' juventini). Si arriva, si apre la porta dopo il nastro delle valigie, e sei in strada. bizarre. attendiamo che Vandelli ritiri la macchina. Una polo nera, nuova. le loro valigie si incastrano come tetris nel bagagliaio, Noi altrettanto con Ifrim sul sedile posteriore. Vandelli ancor prima di chiudere la porta nota che l'auto è provvista di radio cd ed esorta Ifrim a passargli subito il cd di Vasco. ma quello nuovo, né. Bimbo ingrana la prima e con "non si può, sorvolare le montagne.." con cadenza bergamasca, si parte. La compagnia è bella e si procede serenamente. a pochi chilometri da vienna coda. incidente (due giapponesi su due SUV peraltro). 20 minuti buttati. che per chi deve vedere una partita son letali. Veniamo abbandonati in una piazza, capolinea del più lento tram d'Europa guidato da un tipo che alla vista di due tifosi azzurri alle 20,15 alla domanda "qual è il modo più rapido per raggiungere lo stadio?" ti sa rispondere "quale stadio?". facciamo le nostre 5 fermate, col medesimo ticket da 2,20 prendiamo la metro e poi cambiamo prendendone un'altra. alle 21 siamo davanti all'Ernst Happel. Bisogna trovare Wolfgana. driver del contatto che ha procurato i biglietti, possessore di un van VITO nero targato xxx posizionato al parcheggio 12. Ovviamente dalla parte opposta dell'uscita della metro. passo lesto e via. I parcheggi son numerati e disposti in maniera assolutamente sparsa e casuale e nemmeno i parcheggiatori ci sanno indicare il numero 12. Dopo diversi km e minuti raggiungiamo il 12 famigerato. Sorpresa. Centinaia di van Vito (metà d'argento e metà neri) sostavano nel suddetto e negli adiacenti parcheggi. Dopo diversi minuti e un paio di telefonate, incontriamo Wolfgang che ci prende a bordo del van, avente temperatura interna di -25° e un simpatico odore di birra (ma quello era lui), per depositarci all'ingrasso dello stadio. Entriamo. Inizia il secondo tempo. reti inviolate. Birra (strana). Seconda birra (sempre più strana). Carlsberg Non-Alcoholic ecco cos'è!. Rigori. DiNatalePorcaTroia. Wursterone di frankfurt e birra (vedi sopra ahimé) fuori dallo stadio. festa spagnola "I campioni de Nada" sulle note di PoPoPoppoPoPoPo.. e massa di gente che scivola via. Cerchiamo la zona pullman nel tentativo di rimediare un passaggio verso l'Italia. Nada. tutta cruccanza. Andiamo verso la stazione. metro gratuita (ma anche prima..). Stazione. Ore 1,30. sbagliata. Vi conviene andare all'altra. Metro gratuita. Stazione. Ore 2,10. Primo treno per Venezia-Milano ore 6.30. ?. e "via Innsbruck-Verona-Milano?", "oh, si. parte alle 2,50" "and so.." "ma non da qui, dall'altra stazione, è a 6 km da qui" "beh, ma con la metro.." "non va..". Grazie. andiamo alla metro, che fino a 5 minuti prima era super operativa. scendiamo le scale, sentiamo il rumore del vagone arrivare. finite le scale riparte. era la nostra. "era l'ultima" dice il tipo delle pulizie. Risaliamo. procediamo a passo lestissimo controllando l'orologio ogni minuto. L'intertempo a metà percorso ci dà in netto ritardo. acceleriamo. il secondo intertempo non dà scampo. Il taxi che sbuca da una viuzza invece si. 7 minuti e ci siamo. Sguardo al mercatino del quale purtroppo non possiamo usufruire. Biglietteria. Wien-Innsbruck-Verona-Milano. "Avete visto la partita?" (pensi allo sfottò..) "allora il totale per 2 è 105 euro" (un preventivo sguardo su internet aveva sentenziato invece 120 a testa). "col biglietto della partita (da 180 euri l'uno, non pagato peraltro) viaggiate gratis su tutto il territorio austriaco-svizzero". [chorus] "Figata". Binario 6. Saliamo. 2 minuti. parte il treno. Inutile dire quanto fosse pieno. il vagone biciclette che assomiglia alla stiva di quei treni che nel far west portavano gli animali. i tifosi. pieno. pieno. rassegnati ci fermiamo in corridoio. i due scomparti da 6 difronte contengono 4 persone ciascuno ma.. eevitiamo discussioni. mi siedo per terra. dopo 5 minuti arriva il controllore, o meglio, un simil Rommel che accende tutte le luci. e fa il culo quadro ai crucchi con maglia italiana. In 4 in un vagone da 6 e c'è gente per terra. "Alza il culo e fai sedere gli altri" mi guarda, dice "prego". Guardo il pupillo, ridiamo. ci sediamo. ci abbiocchiamo. ogni tanto si apre un occhio. e scivoliamo fino a Innsbruck. ore 8 e qualcosa. stazione stupenda, incastonata tra le montagne. fantastico speck-shop che ci fornisce dei memorabili panini che consumiamo al sole della panchina del binario 7. Arriva il treno. per Verona. La signorina di Vienna ci aveva prenotato i posti (pure) e quindi siamo sereni. Andiamo. tra le righe del libro e le immagini che scorrono arriviamo a Verona. cominciamo a capire che eravamo riusciti nell'impresa e anche a ricordare gli episodi successi. la colpa del gufo di Orio. alla prima stazione il treno si ferma. ma si ferma proprio. piccolo guasto dice l'annuncio. 10 minuti quella in italiano. 7 quella in tedesco. e la coincidenza? "attenderà". Verona, ci aspettavano davvero. E Milano è ormai a un passo. Ore 15. puntuali. si arriva. Caldo porco. ci si divide. e poco dopo un'ora siamo entrambi in redazione pronti a impaginare. con la piva per la partita andata male ma felici, anche se assonnati, delle ultime 24 ore passate. Si è mangiato poco, si è bevuto meno (e malino) ma 100 euro io li rispenderei altre mille volte in un giorno così. Piuttosto che in mille altri modi..

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